Dalle nostre parti una storia di ordinaria sofferenza. Dal primo febbraio i lavoratori della Ratio Consulta sono in assemblea permanente dopo la comunicazione di licenziamento. Annullata la commessa dell’Enel Energia. Si attende il risultato degli incontri con l’azienda fissati per il 25 e 26 febbraio.
di Luigi D'Angelo
È trascorso un anno e mezzo e alla Ratio Consulta di Motta Sant’Anastasia le cose sembrano andare per il verso giusto. Nata a giugno del 2008, la piccola azienda rientra nel vasto indotto legato ad Enel Energia.
Ma il primo giorno di Febbraio del 2010 i team leaders si presentano di buon’ora negli spazi che ospitano le postazioni degli operatori e danno la brutale notizia: tutti i dipendenti, da subito, sono in ferie forzate.
Enel Energia ha comunicato che dal 31 Gennaio è venuta meno la commessa che lega gli 80 lavoratori alla casa “madre”.
Eppure la Ratio Consulta sembrava un'azienda promettente, nelle intenzioni c’erano la garanzia di occupazione e la positiva rivalutazione degli interessi del territorio.
Prospettive confortanti che avevano consentito di usufruire dei fondi previsti dalla Legge
488 destinati allo sviluppo di nuova imprenditoria e degli sgravi contributivi e previdenziali previsti dalla Legge 407/90 per l'assunzione del personale. Tutti assunti con contratto di
lavoro subordinato e a tempo indeterminato.
La mission aziendale è tra quelle più diffuse nel panorama produttivo odierno: gestione strategica dei servizi e assistenza clienti.
Da quell’uno febbraio scatta l'assemblea permanente dei lavoratori, i locali dell’azienda ospitano da subito un presidio forzato. Nella stessa giornata i sindacati di categoria sollecitano la creazione di un tavolo di confronto con le Istituzioni e convocano specifiche riunioni, alle quali sono chiamati a partecipare i rappresentanti legali di Ratio Consulta ed Enel Energia.
L’invito cade nel vuoto.
L’azienda non risponde alle sollecitazioni e non producono risultati le manifestazioni dei giorni seguenti in Prefettura e all'Ufficio provinciale del lavoro.
Oggi i lavoratori vivono in una condizione di stasi. L’attesa è segnata dagli incontri con la dirigenza dell’azienda fissati per il 25 Febbraio all'Ufficio Provinciale del Lavoro e per il 26 in Prefettura.
Risposte in tempi brevi e chiarezza sul futuro, i lavoratori aspettano. L’obiettivo è la piena ripresa delle attività, in alternativa la possibilità di attivare misure inedite che scongiurino i licenziamenti. Quel che preme è soprattutto avere chiarezza sui reali assetti proprietari e comprendere l'utilizzo delle risorse pubbliche utilizzate dall’azienda sino ad oggi.
Nella difficile previsione del futuro i lavoratori nutrono una speranza: poter seguire la commessa operando all’interno di altre aziende del settore, presenti nel medesimo ambito territoriale.







