Le remote radici della civiltà europea. Riscoprire l’antico per capire il moderno
A proposito dei dibattiti sulla identità europea e sulle radici comuni dei popoli d’Europa, il libro di Bernard Sergent, pubblicato dalle romane Edizioni Mediterranee, intitolato “Celti e Greci. Il libro degli Eroi” (pagine 370, Euro 23,50) è davvero assai illuminante e suggestivo.
Si tratta di un volume che compie una indagine profonda e accurata sulle due civiltà, quella greca e quella celtica, appunto, le quali, nell’ambito della poesia, del culto degli eroi, della sopravvivenza dell’anima dopo la morte, della divinizzazione della Natura, dei culti orgiastici e dell’eroismo guerriero, hanno molti punti in comune. L’autore appunta la sua attenzione soprattutto sul mondo degli Eroi, tracciando paralleli tra l’Achille ellenico e il Cuchulainn celtico, tra Ercole e Brian, tra Cefalo e Celtchar, mettendone in risalto le peculiarità, evidenziando le caratteristiche, rilevando punti che li accomunano e altri che li dividono, Ampio spazio viene dato allo studio della poesia epica celtica e greca, in cui si cantano le imprese di dinastie di eroi e i loro rapporti con il mondo del divino. Si scopre che in entrambe le mitologie ricopre un ruolo primario la divinità del sole, e si rileva che, sia per i celti sia per i greci, le guerre sono eventi che forgiano i popoli e danno occasione agli eroi di mostrare il loro valore. Un libro avvincente, che attrae come un romanzo, facilmente reperibile nelle migliori librerie.







