Nella splendida cornice del coro di notte del Monastero dei Benedettini, il secondo appuntamento di “Libri in scena” , incontri letterari organizzati dal Teatro Stabile, ha avuto per protagonista Valerio Massimo Manfredi, a Catania per presentare la sua ultima “fatica” “ La tomba di Alessandro” , edito da Mondadori. Oltre alle cariche accademiche, presente all’appuntamento anche l’Onorevole Fabio Fatuzzo, assessore alla cultura del Comune di Catania, fan dello scrittore-archeologo.
Il profilo del protagonista del libro, introdotto della Prof.ssa Monica Centanni, docente dell’Univerisità di Venezia, ci porta alla scoperta della sua leggenda, della sua “Santità” , di tutto ciò che rese Alessandro un Mito. Ma la difficoltà della sepoltura di un “DIO” e la fatica di districarsi tra fonti lacunose e talvolta contradditorie, come ha ben spiegato il Prof. Lorenzo Braccesi, dell’Università di Bologna, ha creato l’enigna che ha per oggetto il libro.
Con l’ausilio di interessanti diapositive, un carismatico Valerio Massimo Manfredi, ci ha accompagnato per mano alla scoperta di un mistero antichissimo. Per sette secoli venerato come un luogo di culto, il sepolcro del grande condottiero, voluto da Tolomeo I, eretto nella città che magnificò il suo nome, Alessandria, con l’affermarsi del cristianesimo, viene perduto, dimenticato. Ma il mito di Alessandro non si spegne col tempo ma anzi riprende vigore con la campagna napoleonica in Egitto.
Da allora una serie di studiosi, archeologi ma anche tanti comuni mortali si sono affannati alla ricerca del corpo dell’uomo che che cambiò i confini del mondo, che divenne esploratore più che conquistatore. Lo scrittore, che già fece conoscere la grandezza del condottiero macedone, nella trilogia “Alexadros”, col rigore di un saggista, racconta una storia mai accademica e manieristica, con il ritmo di un romanzo coinvolgente, facendo rivivere luoghi e personaggi mitici, ridando corpo a un mistero che rende la storia di Alessandro ancora una volta unica.







