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venerdì 10 settembre 2010 22:41 Collabora
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Taormina film fest. Kusturica: “Maradona sugli altri ha un impatto di Santità”

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Lezione di cinema con tanti applausi quella tenuta dal regista Emir Kusturica nella Sala A del Palazzo dei Congressi di Taormina, nell’ambito della 56esima edizione del Taormina Film Fest. Alla master class del regista, preceduta dalla proiezione del docu-film Maradona, incentrato sul campione argentino di calcio, hanno assistito numerosi appassionati di cinema, molti dei quali giovanissimi. “Maradona ha avuto dieci anni difficili – ha spiegato il regista di Underground – perché è dovuto sopravvivere a un problema di tossicodipendenza. Io ho giocato a calcio in diverse squadre della Bosnia e quindi da ex calciatore ho capito quest’uomo e lui ha compreso la mia sensibilità nei suoi confronti. Maradona fa finta di essere razionale, davanti alle sue figlie simula di essere intelligente e istruito. Se lui pensa che sia necessario fare del male a un giornalista indiscreto, lo fa senza problemi. Ma l’ex numero 10 del Napoli, in fondo, è un buono. Se un lupo divora una pecora, altre 40 pecore seguiranno il lupo, per i motivi che tutti possiamo immaginare. Gli uomini con il potere assemblano la massa e si fanno seguire, ma Maradona è diverso, non ha mai abusato del suo potere. L’impatto che lui ha sugli altri è quasi di Santità”. Sul cinema di oggi, Kusturica ha sottolineato: “Un film si può girare anche con una cinepresa a mano, ma la qualità non è massima. Purtroppo al giorno d’oggi ci sono tante pellicole di pessima qualità. Il problema sta alla base e bisogna cercare le ragioni nell’altissimo numero dei film girati”.

Grande verve ed ironia nell’incontro con Barry Hilton. Il cabarettista sudafricano  è stato protagonista, del film “Finding Lenny”, una pellicola, proiettata al Teatro Antico, che racconta un percorso tra cinema e lo spirito sportivo in quel lontano paese in questi giorni palcoscenico dei mondiali di calcio. “La mia prima passione – ha detto Hilton, tra il serio ed il faceto,  intervistato  da Luca Di Leonardo – è sicuramente il cabaret. Mi avevano chiesto di partecipare ad  altri film, ma per i miei impegni di spettacolo non ho mai avuto tempo. Per questa pellicola si sono svolte nove settimane di riprese. Il film ritrae il giorno del mio compleanno dove ho capito che mia moglie aveva una relazione. Il film risponde ad una mia esperienza personale. In ogni caso nella storia raccontata tutto accade per una ragione. La parte più difficile per me è stata quella di recitare parti drammatiche. Quando faccio cabaret, spesso improvviso”.  Ma Hilton ha anche voluto lanciare un  messaggio per il Sud Africa. “Il mio parere è  che il Sud Africa – ha detto il comico - non è un luogo così terribile. Chi vive in quel paese sta bene. Io amo il Sud Africa. Malgrado violenza e criminalità è una nazione come tutti gli altri dove si trovano città moderne ed antichi villaggi”. Hilton ha anche pensato a Nelson Mandela. “E’ un grande uomo – ha affermato -  se pensiamo che ha passato 27 anni in prigione. Ha sempre creduto nella forza aggregante dello sport. In ogni caso siamo una grande nazione, siate solidali con il Sud Africa”.

Faccia a faccia con il mondo al femminile iraniano. Il direttore artistico del TaorminaFilmFest, Deborah Young ha incontrato nella saletta verde del Palazzo dei Congressi Fatemeh Motamed Aryia. A soli quattordici anni inizia a recitare in teatro. Si diploma alla Facoltà delle arti di Teheran e grazie al cinema raggiungerà notorietà in patria e fuori. Ha partecipato ad oltre 40 film. Gli amici la chiamano Simin,  compreso Jafar Panahi il regista arrestato il  marzo scorso per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano, dopo la mobilitazione delle organizzazioni a difesa dei diritti umani e del mondo del cinema a livello internazionale. Il regista verrà rilasciato su cauzione dopo due mesi. A Panahi è stato attribuito il “Taormina Arte Award”. ”Era stato indicato quale membro della giuria del festival di Cannes – ha raccontato Simin – ma non ha potuto partecipare perché rilasciato solo due giorni dopo la fine del festival. Anche a Taormina non potrà ricevere personalmente il riconoscimento”. Ruolo della donna in Iran e la grande partecipazione popolare a questa forma artistica nel suo paese, sono state al centro dell’attenzione di tale appuntamento con un mondo artistico che subisce tanti contrasti. “C’è per fortuna – ha detto Simir – un grande sostegno del cinema da parte della popolazione. Spesso gli attori possono dire la propria anche grazie a questa forza.  In ogni caso bisogna contrastare vecchi retaggi della nostra cultura. Forse gli attori hanno una maggiore facoltà di espressione perché sono considerati ad un grado superiore di cultura”.

 

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