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martedì 07 settembre 2010 04:13 Collabora
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Verace, demenziale, dissacrante. Irresistibile Fiorello

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di Anonimo siciliano

È tornato a casa. Già, perché Catania e lo stadio Massimino (per lui resta il Cibali) con la sua gente, le risate e la voglia di abbracciarlo hanno rappresentato un ritorno in famiglia. Stiamo parlando di Fiorello, protagonista con un sold out da 15 mila spettatori. E Rosario non ha deluso con uno spettacolo esilarante, coinvolgente, unico. Quasi tre ore di risate continue provocate dall’unico showman italiano ancora in grado di far ridere con le lacrime.

Con l’Etna alle spalle e i parenti nelle prime file (su tutti lo Zio Pippo)  l’artista catanese (è nato alla Gretter e non è una notizia) ha raccontato avventure e aneddoti che ne hanno caratterizzato l’adolescenza. Tanto dialetto, sempre ben pronunciato, nella sola piazza capace di comprenderlo, con i suoi proverbi e le frasi fatte che solo un catanese può associare alle situazioni di tutti i igiorni. Ma anche tanta attualità nelle sue storie di tutti i giorni che caratterizzano la vita di ognuno di noi. Dalla tecnologia e i nuovi termini che da essa derivano con i vari i-pod, i-phone touch screen, wii che hanno reso la vita agevole e complicata al tempo stesso alla nuova soglia dei 50 appena toccata dallo showman. “La vita comincia a 50 anni? Ma quando mai. Vengono solo malanni ed acciacchi. Chi dice così non so che vita abbia fatto fino ad allora.” Palestra, Tinture, Facebook, vizi e virtù dei coetanei che Fiorello impara ad analizzare con dovizia di particolari.

Ma c’è spazio anche per la satira politica. Berlusconi, Scajola, Marrazzo,  “Saro” ne ha per tutti. Anche per il sindaco Raffaele Stancanelli (chiamato simpaticamente “Raffi” durante la serata) presente nella platea del Massimino. E poi la musica, la grande passione di Fiorello. Un concentrato di storia della canzone italiana e straniera dagli anni 60 ad oggi. Da Elvis ai Pooh, dai Matia Bazar a Barry White, dai Bee Gees a Marco Mengoni. Fiore si diverte a mescolare i generi, intrecciando il melodico con il rock, la lirica con la dance. Un miscuglio sulla carta impossibile ma studiato ad arte per far divenire le canzoni storiche della nostra musica un’occasione in più per fare una risata. Il revival torna anche quando viene riproposto Zorro, personaggio che ha segnato l’adolescenza del piccolo Rosario. “Bei tempi” dice lui. Gli effetti speciali rendono ancora più piacevole il mix preparato dallo showman per l’occasione, con a turno i vari Pooh, La Russa e lo stesso Fiorello in versione doppia, tripla o quadrupla. E poi ancora battute sulla Nazionale appena sconfitta al mondiale (“anche alla Play i giocatori piangono” e “colpa del cuoco che li ha riempiti di Nutella”), sui successi del pre-Karaoke (San Martino, Puoi, Si o No) e sull’Etna (“altro che vulcano islandese, quelli sono dilettanti a confronto nostro”). Spettacolo che Fiorello ha dedicato in chiusura al padre e a Pietro Taricone, scomparso due giorni fa. One Man Show torna presto.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Luglio 2010 19:05 )  

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