Pd, globalizzazione, università e giovani secondo Dario Franceschini
di Daniele di Frangia
Sfidare la destra sui valori, è lo slogan lanciato dall’ex segretario del Pd Dario Franceschini. È anche il titolo del suo ultimo libro, “In 10 parole – Sfidare la destra sui valori”, nel quale Franceschini esce allo scoperto e svela quel che dovrebbe essere il grande cambiamento italiano. Alla presentazione del libro, avvenuta a Catania al Monastero dei Benedettini, erano presenti anche il senatore Enzo Bianco, il deputato regionale Giovanni Barbagallo, il giornalista Nino Milazzo, il professore Antonio Di Grado e l’avvocato Harald Bonura, che ha moderato gli interventi. ”Viviamo una stagione di grandi cambiamenti – attacca Franceschini - ed è la vera sorpresa di questi anni, perché dopo la caduta del muro e la fine dei blocchi contrapposti, dalla fine degli anni Novanta è passata l’idea che il mondo fosse destinato a vivere in un modello economico sociale vincente e definitivo segnato dalla globalizzazione, con un confronto politico ridotto a sfumature. Tutto questo era drammaticamente stupido ed è stato spazzato via dagli eventi – aggiunge Franceschini – Oggi la crisi della globalizzazione ci mette di fronte a problemi enormi e a grandi cambiamenti, siamo in mare aperto, ma ci sono anche delle potenzialità nuove che sono nelle mani della politica. E fare il Pd in un tempo nuovo è un’opportunità formidabile e significa mettere tutto in discussione senza tralasciare le storie e il patrimonio che ci portiamo dietro, guardando avanti senza usare parametri di una società che non c’è più”. Oggi la destra è rannicchiata nel suo conservatorismo senza alcuna intenzione di schiodarsi, dunque starebbe alla sinistra offrire agli italiani una possibilità di cambiamento: “Ho affermato che se voti destra sai cosa voti, se voti noi non sai cosa voti. È un’affermazione brutale ma è così – continua Franceschini – bisogna stare dalla parte dei più deboli ma prima bisogna capire chi sono i più deboli. Oggi questa categoria è formata dai precari, dagli artigiani, dai ragazzi del Sud (rispetto a quelli del Nord)”. Un pensiero sui giovani del Sud: “Tutti i giovani più bravi emigrano nelle università del Nord. Mi piacerebbe che anche quelli del Nord venissero qui per sviluppare la crescita. Una sorta di Erasmus interno”. Il senatore Enzo Bianco dà la sua chiave di lettura: “Questo libro illustra una visione moderna, lunga, ampia, dalla politica all’imprenditoria. Una visione profonda che affronta tutte le antinomie della società italiana, il rapporto tra uomo e donna, il rapporto delle identità tra nuovi e vecchi italiani, il rapporto tra laici e cattolici”. Il Pd – continua Bianco - non è una sommatoria tra due culture diverse venute a coabitare nella stessa casa. Ma senza rinunciare a nessuna delle due identità c’è l’idea che il Pd debba essere non una somma di quelle, ma qualcosa di nuovo che deve ripensare il passato e guardare avanti”.
Le speranze di due voci come Bianco e Franceschini sono insomma tutte riposte nel Pd che secondo l’ex segretario è un partito ancora giovane dove c’è molto da fare. E senza Pd l’Italia non avrebbe nessuna possibilità di cambiamento.







