
di Mirko Tomasino
Nessuna nuova, buona nuova? Difficile dirlo. Raffaele Lombardo, di ritorno dalla capitale dopo aver visto il capo della Protezione civile Bertolaso e la titolare al ministero dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, si è detto deluso dalla mancata condivisione di progetti e aspirazioni per risollevare la Sicilia dal baratro rifiuti.
"Puntiamo a un nuovo piano dei rifiuti – ha detto il presidente della Regione - che parta dalla raccolta differenziata. Non escludiamo la termovalorizzazione, anche per la produzione di energia elettrica, ma non sarà un sistema fondato sui termovalorizzatori. Se la condizione del governo e, in particolare, del ministero dell'Ambiente, e' che tutto deve concludersi se non con quattro, con tre termovalorizzatori da 500 mila tonnellate, mi pare che non si e' capito nulla. Noi non siamo per far fare lunghi viaggi ai rifiuti, ne' si può pensare che dopo aver smantellato un piano nel quale piaccia o non piaccia c'era lo zampino della mafia, ora con i poteri straordinari sia io a doverlo eseguire. Cosa che non farò mai e non consentirò si faccia in Sicilia, anche perchè sappiamo che non pochi dei rivolgimenti contro questo governo si devono proprio a queste scelte di pulizia, legalità e buona amministrazione che abbiamo compiuto".
Il nodo dell’incontro romano si è incentrato sulla possibilità di installare dei termovalorizzatori che aiutino a smaltire le tonnellate di rifiuti che, in questo momento, assillano particolarmente Palermo. Lombardo, dal canto suo, non è propenso all’utilizzo di questo strumento, ma a quanto rivelano fonti ben informate, la trattativa sull’asse Roma-Palermo pare che ruoti sulla collocazione di due impianti proprio a Palermo e a Milazzo.
Nel frattempo nel capoluogo siciliano la situazione non migliora, i turisti lamentano precarie condizioni igieniche e sporcizia e gli operatori turistici locali, per ovviare alla sgradevole situazione, hanno pensato di ripulire personalmente i luoghi storici maggiormente visitati dagli stranieri.
Sul fronte discarica di Bellolampo, anche li, non si registrano ulteriori novità: “Si dovrebbero prevenire - ha spiegato l’assessore Pier Carmelo Russo, nel corso dell’audizione in commissione Ambiente dell’Ars - gli effetti disastrosi che avrebbe sul 25% del sistema dei rifiuti regionale una possibile chiusura di Bellolampo, qualora fosse dichiarata inagibile dalla magistratura, per via dell’inquinamento da percolato, vicenda su cui sono in corso indagini giudiziarie, o qualora la discarica si esaurisse malgrado le previsioni”.
Anche su questa vicenda si attende una rapida risoluzione in vista di un’emergenza che ormai pare non possa più attendere. Se il presidente della Regione era volato a Roma per ottenere una nomina di commissario per l’emergenza rifiuti, torna a Palermo con tanti dubbi e con la possibilità di trovarsi un impianto di termovalorizzazione proprio dietro casa.








