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venerdì 10 settembre 2010 22:56 Collabora
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Viaggio nei quartieri. Bianco: “San Cristoforo, l’anima di Catania da ritrovare”

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«San Cristoforo, Angeli Custodi e Tondicello della Plaia sono una parte pulsante di Catania che non può essere abbandonata al suo destino. Per questo quartiere ci sono però delle cose che si possono fare subito: innanzitutto dare risposta alla richiesta di rafforzare la presenza delle istituzioni, garantire sicurezza, affermare la legalità, ma anche  valorizzare l’anima solidale degli abitanti e dare loro la dignità di essere cittadini al pari di tutti gli altri catanesi. Da parte mia, parlerò al più presto col prefetto e con i vertici delle forze dell’ordine a Catania per rafforzare la presenza sul territorio, anche di notte. Più agenti di polizia e carabinieri nel  pattugliamento delle strada. Evidentemente non basta il  solo commissariato di polizia, che nacque su mia iniziativa da ministro dell’Interno». Questo l’impegno preso da Enzo Bianco al termine del partecipato incontro tenutosi nel centro culturale Concordia. L’incontro è il quarto appuntamento del “viaggio” di Enzo Bianco nei quartieri di Catania. «Al direttore del centro Concordia, Silvana Cosentino, al consigliere provinciale Giuseppe Galletta, impegnato in molte attività sociali, al mondo dell’associazionismo, del volontariato e  alle parrocchie va il mio apprezzamento per l’impegno profuso sul territorio – dice Enzo Bianco -. Non abbiamo nulla in contrario con gli Stati generali promossi dall’amministrazione, ma secondo noi bisogna partire dall’ascolto dei cittadini che vivono anche nei quartieri più disagiati della città. Sentire i catanesi è il primo passo per costruire una città nuova e a misura d’uomo».
Con lui questa mattina anche tutti i consiglieri comunali del Pd, il capogruppo Rosario D’Agata, la vicecapogruppo Francesca Raciti, il vice presidente del Consiglio comunale Carmelo Sofia, Pippo Castorina, Lanfranco Zappalà, Giovanni D’Avola. E poi i consiglieri di municipalità Giuseppe Strano (Centro), Emanuele Rapisarda (Barriera), Francesco Marano (Borgo Sanzio). E proprio i consiglieri comunali si occuperanno di alcune esigenze venute fuori dall’incontro. D’Agata e Castorina verificheranno se è possibile aumentare il personale ausiliario delle scuole del quartiere, oggi sette unità, che non sono sufficienti per i 3 plessi scolastici presenti. Raciti e Sofia solleciteranno invece l’amministrazione comunale a provvedere alla pulizia, soprattutto nei pressi delle scuole, e al ripristino di piazze e bambinopoli.

«L’incontro di oggi è stato molto positivo. – dice Bianco - Poteva diventare una sorta di “muro del pianto”, una raccolta di lamentele, ma non è stato così. Siamo riusciti a far venire fuori l’anima vera e autentica di questo quartiere. Un quartiere dove abita tanta gente onesta, tanti lavoratori, che vanno rispettati e trattati come tutti gli altri cittadini. Un quartiere che ha una storia, che prima ospitava strutture industriali come l’ex fabbrica di liquirizia dove oggi la fondazione Brodbeck ha realizzato una struttura d’arte contemporanea. Oggi – continua Bianco - c’è la richiesta, forte, di intervenire su un quartiere che si sente lasciato solo ma che ha voglia di scommettere sul proprio futuro, che guarda ai propri figli e vuole farli crescere in condizioni dignitose, che pensa alla scuola, alle strutture sociali, alla lotta alla dispersione, agli spazi pubblici. Una presenza maggiore delle istituzioni può “salvare” tanti ragazzi – conclude Bianco - a cominciare dalle scuole, che vanno potenziate e sostenute da tutti gli enti interessati, dal Comune innanzitutto».

«I temi sociali nei quartieri che hanno più bisogno sono al primo posto nell’impegno del PD – dice Rosario D’Agata -. Negli anni della giunta Bianco San Cristoforo era uno dei punti nodali dell’attività amministrativa. Penso al pianto integrato per San Cristoforo, di cui poco è stato fatto dalle successive amministrazioni. Penso al Piano casa che il Comune deve discutere adesso. Il nostro impegno sarà quello di salvaguardare il tessuto di case esistente a San Cristoforo, così come a Cibali. Su questo ci impegneremo, portando avanti le vostre richieste su pulizia, sicurezza e riqualificazione del quartiere». «Questo quartiere ha un’anima – dice Pippo Castorina – e non la si può cancellare. Ricordo due punti di riferimento di questo territorio, padre Pignataro e padre D’Arrigo che hanno dato tutto per questo quartiere. Combattiamo per ottenere quello che è giusto che la città ci dia».

Molti gli interventi che si sono susseguiti durante l’incontro. Da Nadia Brodbeck, vice presidente dell’omonima fondazione che ha aperto uno spazio dedicato all’arte contemporanea scommettendo su un quartiere difficile, eppure «scoprendone i lati assolutamente positivi, dall’affetto e l’attaccamento degli abitanti sino al dialogo avviato con la prima municipalità, che ha permesso di ripulire via Greco e via Cotone, che erano discariche a cielo aperto, proprio accanto alla Fondazione Brodbeck e alla scuola Livio Tempesta. Questo - dice Brodbeck - vuol dire che c’è speranza anche se c’è molto da fare». Tanti altri gli interventi. Dal dirigente scolastico della Livio Tempesta, Paola Occhipinti, alla signora Agata Guerra, residente in piazza Castello Ursino, che invoca come tanti «più pulizia davanti alle scuole, altrimenti significa che lo Stato è morto» al signor Santo Rappazzo, che racconta di come la pulizia del marciapiede l’hanno dovuta fare i condomini del suo palazzo, perché l’amministrazione non ha provveduto nonostante le continue richieste. L’ingegnere Caterina Timpanaro ha dedicato la sua laurea a San Cristoforo come esempio di possibile urbanistica partecipata: «Esistono forme di solidarietà e di assistenza collettiva, nonché competenze professionali, che permettono agli abitanti di San Cristoforo di prendersi cura di alcuni luoghi pubblici. L’idea è di utilizzare gli stessi abitanti del quartiere per ristrutturare le loro case e affidargli  gli spazi pubblici», spiega l’ingegnere. Il signor Carmelo Sicali punta il dito contro la dispersione scolastica: «Non ci sono strutture per i bambini, per i giovani. I poliziotti di quartiere? E chi li ha mai visti? Purtroppo “loro” (la criminalità, ndr) sono più forti. Le istituzioni ci hanno abbandonato, il nostro è un quartiere abbandonato». Ci sono dunque dei presìdi che non vanno ceduti. Anzi vanno supportati. «Come va fatto per i centri Concordia e Midulla – ricorda il consigliere della municipalità Barriera, Emanuele Rapisarda – che non solo strutture culturali, ma anche sociali e che sopravvivono con troppo poco personale: 3 unità al Concordia e 1 al Midulla».

Un quartiere che chiede di rivivere. Anche grazie alle strutture comunali. Così, al termine dell’incontro, è stata consegnata una targa alla signora Maria Grazia Laudani, premio simbolico a quanti, al Concordia, hanno frequentato il corso di danza promosso dall’associazione Pandora.

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