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venerdì 10 settembre 2010 22:42 Collabora
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Termovalorizzatori in Sicilia. Il “no” degli ambientalisti

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di Mirko Tomasino

Lo scenario era prevedibile. Come ha riportato nei giorni precedenti il nostro quotidiano, il governatore Lombardo, di ritorno dall’incontro romano con i titolari della Protezione civile e del ministero dell’Ambiente, ha raccolto solo la (misera) possibilità di installare degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia. Si parla di tre impianti, ma pare più concreta l’eventualità di installarne due, uno a Palermo e l’altro a Milazzo. Proprio nel centro messinese, insorgono gli ambientalisti e le associazioni di categoria, le quali dichiarano la cittadina – sulla scorta della documentazione emanata dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Sicilia del 2003 -  zona a forte rischio ambientale.

Questa tesi è sostenuta da Giuseppe Maimone, presidente dell’A.d.a.s.c (Associazione per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini) il quale dichiara: «È inaccettabile parlare di costruzione di un termovalorizzatore nella nostra zona, dichiarata Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale e Sito di Interesse Nazionale. Dobbiamo pensare ad attivare immediatamente il Piano di Risanamento elaborato dall'Ufficio Speciale della Regione Siciliana, ente che il Presidente della Regione ha deciso di chiudere circa un anno fa. Noi diciamo basta ad un ulteriore industrializzazione del nostro territorio, martoriato, flagellato da scelte assunte negli anni 50; bisogna cercare di puntare sul riciclaggio, riutilizzo, sulla tanto nominata raccolta differenziata per cercare di far fronte ad un dannoso problema che affligge le nostre città: la gestione dei rifiuti».

Il tema della “munnizza” rimane sempre al centro delle emergenze isolane ma ad assillare il piccolo centro messinese è anche un altro problema, per il quale si richiede un intervento della politica: la costruzione dell’aeroporto del Mela.

La struttura dovrebbe sorgere tra il comune di Milazzo e il comune di Barcellona Pozzo di Gotto e, se gli ambientalisti del WWF, per bocca del loro rappresentante Giuseppe Falliti,  giudicano l’opera inutile e dannosa, molti cittadini costituitisi in un comitato a favore della costruzione della struttura aeroportuale, ne apprezzano invece le finalità e le prospettive future.

Secondo il comitato, la nuova infrastruttura dovrebbe fare da volano per lo sviluppo turistico isolano, creare circa millecinquecento posti di lavoro e dovrebbe essere realizzata all’interno di un parco, attestandosi su buoni livelli di impatto ambientale.

Nuova carne al fuoco per il presidente della Regione, chiamato ad ulteriori “pellegrinaggi” a Roma per scongiurare eventuali conseguenze ambientali e politiche catastrofiche.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Luglio 2010 21:54 )  

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