La conferenza dei capigruppo dell'Ars ha deciso di trattare a settembre il disegno di legge del deputato regionale del Pd Giovanni Barbagallo, per la riduzione del numero dei deputati regionali dagli attuali 90 a 70. Ciò anche a seguito delle valutazioni espresse dalla commissione per il regolamento, la quale ha ritenuto che la proposta di legge può essere inserita all'ordine del giorno dell'Assemblea nonostante sia stata già respinta dalla commissione di merito. In tema di riduzione dei costi della politica, nei giorni scorsi il consiglio di presidenza dell'Ars aveva deciso una decurtazione delle indennità del 10% per i parlamentari e una stretta sulle auto blu, sulle missioni e sulle assunzioni.
Secondo il parlamentare democratico la riduzione di 20 deputati regionali farebbe risparmiare alla Regione più di 6 milioni di euro l'anno e la riavvicinerebbe alle altre regioni che hanno meno consiglieri: Abruzzo 45, Basilicata 30, Calabria 50, Emilia Romagna 50, Friuli Venezia Giulia 59, Lazio 71, Liguria 40, Lombardia 80, Marche 40, Molise 27, Piemonte 63, Puglia 70, Sardegna 80, Sicilia 90, Toscana 65, Trentino Alto Adige 70, Umbria 30, Valle D'Aosta 35 e Veneto 60.
Il dato siciliano (un deputato ogni 55.746 abitanti) è in netto contrasto con le altre regioni, in particolare con la Lombardia, regione nella quale vi è un consigliere ogni 118.440 abitanti. Anche in Emilia Romagna, in Veneto, nel Lazio, in Piemonte e in Puglia il rapporto abitanti-consiglieri risulta più congruo di quello registrato in Sicilia.
"La riduzione del numero dei parlamentari regionali - spiega Barbagallo - ha una valenza enorme in una realtà nella quale si registra il più alto indice di povertà tra le regioni del Mezzogiorno. Non si può tollerare la riduzione, già fatta, degli assessori comunali, senza avere la capacità di autoriformarsi. L'idea che i sacrifici debbano essere fatti sempre dagli altri, deve essere superata".








