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martedì 07 settembre 2010 04:15 Collabora
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Governo di legislatura. Va in scena il carosello siciliano

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di Mirko Tomasino

Tra spinte nevrotiche nazional-popolari e scricchiolii governativi, si alza il sipario del carosello siciliano in vista del nuovo governo regionale. Che con molta probabilità sarà presentato a ridosso di Ferragosto, non escludendo sorprese. Il nuovo esecutivo, secondo le aspettative nutrite dal presidente della Regione, sarà un governo di legislatura che raccolga attorno a se tutte le forze migliori in vista di un processo riformatore per la Sicilia.

"C'e' la volontà di una ripresa forte dell'attività amministrativa – sostiene Lombardo -  che e' stata aggredita da piu' parti. Abbiamo un assetto che dovra' quadrarsi attorno a un patto: un governo di legislatura fatto da gente di buona volonta' che conosce il proprio mestiere e lo sviluppi fino in fondo e ad una alleanza che resista nel tempo per realizzare un programma riformista".

Sul programma di governo che il nuovo esecutivo dovrà portare avanti, il governatore non ha dubbi: "Il programma riformista sara' il vero fattore di selezione di questa alleanza - aggiunge il leader del Mpa - la cui attuazione richiede non sei mesi, ma anni. Siccome riformare vuol dire rivoluzionare abitudini e modi di fare, un andazzo che ci vede saccheggiati da secoli, non c'e' dubbio che le reazioni che subiamo, che abbiamo subito e che subiremo - io in prima linea - sono apocalittiche. Siamo esposti a mille aggressioni, a mille granate e a bombe atomiche, cercando di far vincere la Sicilia. Fin quando ci stiamo, ci stiamo per questo".

Perplessità e incertezze giungono però dal presidente dell’Ars Francesco Cascio. “E' dal dopo finanziaria che si discute di rimpasto. Penso che ogni nuovo governo e' un rallentamento e sinceramente quattro governi in due anni sono troppi". "Pensavamo che l'elezione diretta del governatore - ha concluso- potesse portare ad una maggiore stabilità”.

Se il prossimo varo dell’esecutivo regionale  genera incertezze e dubbi, a soffiare sul fuoco provvede la separazione interna al Pdl tra Fini e Berlusconi, che potrebbe creare nuovi e laceranti scossoni anche all’interno del Popolo delle Libertà in Sicilia. D’altro canto, i nuovi ordini dettati dal Cavaliere sono chiari, nonostante l’aspra critica rivolta da Lombardo alla manovra finanziaria appena approvata in Parlamento.

Staremo a vedere.

Anche noi, fin quando ci stiamo, ci stiamo per questo.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Luglio 2010 16:23 )  

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