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sabato 31 luglio 2010 01:18 Collabora
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Venturi provocatorio: 'La Fiat ceda Termini alla Regione'

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'Marchionne deve spiegare perché la Fiat imbarca a Catania le auto assemblate a Termini Imerese e non dalle banchine del porto della città, che si trovano a pochi metri dallo stabilimento'. Marchionne ha detto che la logistica è un costo aggiuntivo e insostenibile per il Lingotto? Ebbene, se la logistica gli è imposta da ambienti non sani, Marchionne ha il dovere di denunciare”. Lo ho dichiarato l'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, questa mattina conversando con i giornalisti all'Assemblea regionale siciliana, dove è in programma una seduta d’aula sulla questione Fiat e dove è corso il sit-in degli operai dell'impianto termitano.

Secondo Venturi, l'amministratore delegato di Fiat dovrebbe rivedere la sua posizione: “Non dobbiamo interrompere il dialogo con l’azienda, serve uno sforzo per trovare una soluzione conveniente per entrambi, partendo dal presupposto che per quanto ci riguarda lo stabilimento di Termini non può essere chiuso e deve continuare a produrre auto. Ma – prosegue - se Fiat ha deciso di chiudere Termini Imerese allora ce lo faccia sapere e non solo a mezzo stampa con dichiarazioni provenienti da oltreoceano o attraverso monologhi senza alcuna possibilità di interloquire. La Fiat ceda lo stabilimento e i terreni alla Regione - sostiene Venturi - come beni strumentali al costo di un euro e noi bandiremo una gara internazionale per cercare una casa automobilistica interessata a rilevare la fabbrica e rilanciare l'auto in Sicilia”.

Venturi ricorda al manager del Lingotto che “la Fiat quarant'anni fa ha ricevuto il capannone industriale e i terreni a titolo gratuito o comunque per poche lire. Oggi, invece, sostiene che assemblare un’auto in Sicilia costa al gruppo mille euro in più. Ceda dunque lo stabilimento ad un prezzo simbolico alla Regione – conclude l’assessore – così la Fiat non sosterrà più le perdite e si potrà procedere ad una gara internazionale. In ogni caso, è urgente discutere di tutti gli aspetti in un tavolo nazionale che veda presenti tutti i protagonisti dalla Fiat ai sindacati, dal governo nazionale alla Regione siciliana, in cui chiaramente ci si possa confrontare e non solo ascoltare l'esposizione di idee e piani senza possibilità di discutere”.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 12 Febbraio 2010 11:35 )  

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