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sabato 31 luglio 2010 01:15 Collabora
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Bianco e Musumeci nessuna nostalgia, solo rinascita

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A Catania oggi non ci si parla più. Non ci si parla a livello orizzontale tra cittadini e cittadini o tra politici e politici. Non ci si parla a livello verticale tra le istituzioni e la società civile. Ognuno sembra andare per la propria strada rassegnato o peggio ancora indifferente all’indebolimento economico, sociale e civile della città. E’ a partire da questa constatazione che l’Associazione Dimensione Pandora in collaborazione con la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania ha pensato bene di organizzare un “incontro aperto”, dal titolo Idee per Catania domani, finalizzato alla raccolta di quante più idee possibili per disegnare la città del futuro.

Alla chiamata hanno risposto ‘presente’, oltre ad un pubblico numeroso che ha gremito in ogni ordine di posto l’auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini, due protagonisti della politica catanese di ieri e di oggi, di contrapposto colore politico, come l’ex sindaco, oggi senatore del PD Enzo Bianco, e l’ex presidente della Provincia, oggi leader del Movimento La Destra-Alleanza Siciliana Nello Musumeci.

« Catania è in grande difficoltà, sprofondata agli ultimi posti in tutte le classifiche di vivibilità. Io mi sono appena dimesso per protesta dal Consiglio comunale ma non abbandono la mia città- ha affermato Enzo Bianco. Chiamo a raccolta Catania e le sue energie positive perché offrano spunti per disegnare una città vivibile, economicamente all’avanguardia, culturalmente viva e fervida, in una parola una città di qualità”.

“Abbiamo il dovere di non lasciarci contagiare dalla nostalgia, ma di recuperare quanto di buono fatto nel passato, per elaborarlo nel crogiolo delle critiche e offrirlo a chi nel pubblico e nel privato ha responsabilità primarie- ha incalzato Nello Musumeci. La ricetta? Andare oltre la logica dell’emergenza, ripensando il sistema catanese nella sua multiforme dimensione e ripristinando il rapporto Palazzo-Piazza. Catania deve cominciare a pensare ciò che vuole essere e a capire come diventarlo.”

Il filo conduttore dell’evento è stato il gioco dell’albero delle idee. Ogni intervenuto appendeva in senso figurato una o più idee all’albero. Il senatore Bianco ha appeso l’idea di fare di Catania il centro del distretto socio-culturale sud-orientale che si affaccia sull’area euro-mediterranea di libero scambio: a tal fine è necessario implementare un piano urbano della mobilità integrato in cui far convergere le principali infrastrutture (autostrade, ferrovie, porti, aeroporti ed eventuale interporto) e contestualmente attivare una funzionale strategia di marketing unitario territoriale. L’onorevole Musumeci, dal canto suo, ha appeso due idee: la prima tocca la materia amministrativa e consiste nel fare di Catania, in ossequio alla Legge regionale del 1986, una città metropolitana, cerniera tra i due poli della provincia, il polo oltre il Simeto e il polo etneo; la seconda riguarda, invece, il turismo culturale ed è quella di creare una Fondazione Musei di Catania, che gestisca marketing e spazi culturali sul modello di Torino in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006.

Non sono mancate le proposte del mondo accademico e della società civile: su tutte l’idea di recuperare il patrimonio culturale del Castello Ursino, facendo circolare le risorse con mostre tematiche in sedi disponibili come il Museo Biscari o lo stesso monastero dei Benedettini; e l’idea di riattivare l’alleanza tra pubblica amministrazione, università e industria all’insegna del mutuo rispetto Non sono mancati gli appelli affinchè le istituzioni si muovano per salvare la più grande istituzione culturale della città, il Teatro Massimo, e sciolgano nodi pesanti come l’abusivismo, il trasporto pubblico, l’insondabile ritardo del piano regolatore, l’inospitalità dell’area aeroportuale. Una sola cosa, forse la più importante, è però mancata: la voce del sindaco e dell’amministrazione comunale in carica. Da loro ci si aspetta l’idea più grande.

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