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28 Luglio 2010 ore 06:01

Quando tutto diventa possibile. Una notte blu cobalto di Daniele Gangemi


Quando tutto diventa possibile. Una notte blu cobalto di Daniele Gangemi
di Angela M. Impastato

di  Angela Maria Impastato

C’è il blu, anzi l’”almost blue”, della malinconia e dell’introspezione, quello che nell’immaginario musicale accostiamo a Chet Baker e compagni, per esempio. Poi c’è il blu, anzi il blu cobalto, dell’energia e del coraggio, quello che nell’originale e intelligente opera prima di Daniele Gangemi vediamo stemperarsi, da (quel)la malinconia, nelle fluide e suadenti sonorità di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e nella magia di una notte catanese in cui tutto può succedere. Persino che un virtuoso e giovane regista, alla stregua di un navigato barman, “shakeri” cromaticamente di blu la notte (e la pellicola) e la offra come cocktail surreale ed onirico (fatto di luci, stati d’animo, microstorie di vita, sensualità del paesaggio urbano) al protagonista Dino e agli spettatori, per un inedito happy hour con la vita. Perché questa possa sempre ricominciare, dopo una, cento o mille lacrime e delusioni.

Dino Malaspina (Corrado Fortuna) è lo studente universitario fuoricorso che, abbandonato dalla fidanzata Valeria (Regina Orioli), finisce con l’impantanarsi negli studi e nelle più ovvie attività quotidiane. Trascorre le giornate immerso nel blu (leggi “malinconia”) dei ricordi e nel rosso-amaranto (leggi “sogno d’amore”) del ritorno di Valeria. Qua e là distratto dalle attenzioni della mamma e dagli affettuosi e sicilianissimi scossoni (inutili purtroppo) degli amici.

Ma nella vita può capitare che, laddove non arrivino mamme e amici, arrivi qualcun altro a tirarti fuori dal torpore. E a Dino capita di incontrare lungo il proprio ciondolante cammino la misteriosa Lucia (Virginia Carnelutti) e, soprattutto, il tenebroso ma saggio e generoso Turi (Alessandro Haber), proprietario della pizzeria da asporto “Blu cobalto” e strenuo sostenitore dell’”Arte della guerra” (e della vita) di Sun Tzu, che cita a memoria. Dino si offre, casualmente, come portapizze. Ed inizia così il countdown di una riabilitazione sensoriale e affettiva che si esplicita nel girovagare in vespa per le vie di una meravigliosa Catania, attraverso un dedalo di consegne al domicilio che mette allo scoperto il triste volto di tante solitudini (così marginalmente risollevate dalla pizza blu cobalto e dalla magica polverina blu): una vecchietta arzilla e chiacchierona, una giovanissima prostituta, un ragazzino con amico immaginario al seguito, una bimba in procinto di disposizioni testamentarie, una donna paranoica e diffidente... e persino Valeria, o il desiderio di lei.

Tanto basta. La vita è un’altra cosa. Al mattino, Dino ritroverà il gusto e il piacere di respirare a pieni polmoni, con l’aria scanzonata, alla Clark Gable, del: comunque sia andata o comunque vada “francamente, bambina, me ne infischio”.

Sorprendente la mano registica del giovanissimo Daniele Gangemi, che padroneggia la macchina da presa anche in movimenti insoliti ed efficaci, regalando fra l’altro alla sua città, Catania, e alla architettura che la contraddistingue (molta in bianco e nero) immagini straordinarie (mozzafiato le visioni d’insieme dall’alto, per esempio). Interessante la poetica espressa, che in vari momenti strizza l’occhio a maestri (e ispiratori) quali Lynch, i Cohen, Tarkosky. Prodotto dalla Orchidea, migliore opera prima al 42° Worldfest International Indipendent Film Festival di Houston (Texas), il film ha la bella fotografia di Michele d’Attanasio e l’ottimo montaggio di Paola Freddi, che si sposa alle coinvolgenti musiche di Sangiorgi. La sceneggiatura, di Gangemi e Carla Marcialis, si avvale del contributo degli attori protagonisti, Corrado Fortuna e Regina Orioli, che, compagni anche nella vita, offrono la ricchezza del proprio vissuto. Encomiabili gli intepreti: Regina Orioli, Valentina Carnelutti, Alessandro Haber e, su tutti, Corrado Fortuna. Dino Malaspina non poteva avere altro volto se non il suo. Per lui, fiumi di tenerezza, in un mare di bravura.

Una curiosità: il film che Dino e Valeria guardano insieme al cinema è il cortometraggio dello stesso Daniele Gangemi dal titolo “Alter ego”.

 

Scheda tecnica

Una notte blu cobalto

Regia: Daniele Gangemi

Sceneggiatura: Daniele Gangemi, Carla Marcialis

Interpreti: Corrado Fortuna, Alessandro Haber, Regina Orioli, Valentina Carnelutti, Vincenzo Crivello

Fotografia. Michele D’Attanasio

Montaggio: Paola Freddi

Scenografie: Giuseppe Busacca

Costumi: Cristina La Parola

Musiche originali: Giuliano Sangiorgi

Prodotto da: Grazia Rendo per Orchidea

Italia, 2008, 80 minuti

Distribuzione: Bolero

 

 


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