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12 Giugno 2011 ore 22:29

Monica Bellucci al 57° Taormina Film Fest


Monica Bellucci al 57° Taormina Film Fest
di Angela M. Impastato
Una diva "en rose" - con quell'elegantissimo abito lungo di pizzo rosa- la Monica Bellucci che ieri sera, sabato 11 giugno, in occasione dell'apertura al Teatro Antico del 57° Taormina Film Fest, ha ricevuto dalle mani dell'"antidivo" ed emozionato regista francese, Patrice Leconte, il prestigioso Premio Taormina Arte Award Una Monica semplice e disponibile (anche agli incessanti flash di fotografi e pubblico), la Bellucci che ha tenuto questa mattina, domenica 12 giugno, un'affollatissima e generosissima Master Class presso il Palazzo dei Congressi. Ad entrambi gli appuntamenti l'attrice si è presentata con estrema e gradita puntualità. Ecco il "Bellucci- pensiero" taorminese così come stimolato da tanti interrogativi.

Cosa rappresenta per lei il Premio Taormina Arte Award. Desidera dedicarlo a qualcuno?
Questo premio mi onora molto, tanto più perché proviene da una terra, la Sicilia, che amo molto. Già la mattina, quando apro la finestra, mi si presentano degli scenari... e una luce meravigliosa! Ho conosciuto tanti siciliani straordinari: Tornatore, con il quale ho girato Malena (a Siracusa, dove ho vissuto per cinque mesi), o Dolce e Gabbana. Il cinema deve molto alla Sicilia: se non ci fosse la Sicilia, non ci sarebbe il cinema. Riguardo alla dedica, voglio dedicare questo premio ai miei genitori. Dedico sempre tutto alle mie figlie, che rappresentano per me il futuro, "dove vado"; questo invece voglio dedicarlo ai miei genitori, che rappresentano "da dove vengo".

Come la maternità ha cambiato il suo modo di essere?
Come persona, l'avere figli cambia tutto. Le mie bambine sono la cosa più importante della mia vita. Nel lavoro, questo mi ha portato a essere più selettiva, per cercare di stare di più con loro. I ruoli, però, continuo a sceglierli liberamente, anche se sono "disturbing": non voglio limitare la parte artistica, selvaggia. No, non mi piace essere la brava ragazza al cinema perché devo dare un esempio alle mie figlie.

Che effetto le fa l'essere stata definita la donna più bella del mondo?

La cosa mi fa molto ridere. Non so neanche come sia nata. E' anche una sorta di maledizione. Essere carina fa piacere, rende le cose sicuramente più facili, ma non basta. Non so voi, ma se io incontro qualcuno che è bello fuori e poi dentro ha il vuoto... la bellezza non la vedo più.

Nel film Malena è molto invidiata dalle altre donne. Anche nella vita per lei è così?

No, vado molto d'accordo con le donne. Sono cresciuta attorniata dalle donne: mia madre, mia zia, le nonne, le amiche. Sono più gli uomini di cui mi fido meno. Non ho neanche un amico uomo...

Qui a Taormina in occasione del festival incontrerà Oliver Stone. Le piacerebbe lavorare con lui?

Io non mi sono mai proposta ad un regista, sarà perché sono molto femminile, ma mi piace quando le cose "vengono a me".
Ho iniziato a recitare perché Coppola, che aveva visto una mia foto, mi chiamò per "Dracula", e io volai da lui. Si trattava di un piccolo momento, neanche un cameo, ma mi è servito a capire che il cinema era la mia strada. Il cinema è anche un lavoro terapeutico. Ti permette di entrare in altri mondi interiori e poi di venirne fuori. Ti fa viaggiare attraverso culture diverse, come nel film che ho finito di girare a Istanbul con un regista iraniano, incentrato sull'Iran prima e dopo la rivoluzione. Chissà, se non avessi fatto l'attrice forse sarei una ladra! Io sono molto timida nella vita, molto riservata, poi però sullo schermo ho osato, anche con la nudità come espressività. Considero il mio corpo come uno strumento, che uso quando mi serve, come un chitarrista usa la chitarra o un pianista il pianoforte. La recitazione per me è qualcosa di molto importante e non è una questione di minutaggio. Io faccio la protagonista ma anche piccoli ruoli, come con Rebecca Miller. Se c'è qualcosa di molto forte e un regista che mi piace tantissimo. A volte puoi esprimere di più in dieci minuti che in un'ora! Il cinema è emozione. L'attore lavora molto sulle emozioni. Una cosa che per esempio mi riesce benissimo è piangere sul set. E ho notato che riesce molto meglio alle donne che non agli uomini. Il lavoro dell'attore è, comunque, un lavoro di grande solitudine, direi da gitani solitari. Anche se alla realizzazione di un film concorre una troupe fatta di tantissime persone, che vivono insieme, nel rispetto dei reciproci ruoli, uno, due, a volte anche cinque mesi!

Qual è il suo rapporto con i registi con cui recita?

Mi piace molto essere la musa degli artisti che stimo e che mi fanno sentire protetta. Tornatore è uno di questi (è' grazie a Tornatore e a Malena se poi ho lavorato nei film francesi). Ci sono registi che invece ti fanno invece sentire un po' persa, perché fanno tutto sul set, quando girano, oppure non parlano mai.

Cosa ha significato per lei lavorare con Mel Gibson nel film La passione di Cristo ?
La mia partecipazione al film è avvenuta in modo molto casuale e per un ruolo che desideravo. Maria Maddalena per me rappresenta la condizione umana, di una persona che non sa e vuole scoprire. Su Mel Gibson se ne dicono tante: io ho adorato lavorare con lui, persona molto intelligente e di grande talento. La sua vita privata non la conosco.

Cosa l'ha colpita di De Niro durante le riprese del film Manuale d'amore?
Di De Niro mi hanno colpito molto la semplicità e l'umanità. Mi piace molto quando incontro grandi attori che al grande talento (scontato in personaggi così) associano una grande umanità. Non so voi...

Ci sono attrici hollywodiane del passato che la hanno ispirata?

Hollywood ha dato al cinema grandi attrici, ma le mie star sono tutte italiane: Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Silvana Mangano, Claudia Cardinale. Straordinarie interpreti di film come La Ciociara, Riso amaro. Le donne italiane è come se si portassero dietro un antico dolore, e questa cosa è molto bella sullo schermo.

Quali sono gli attori con i quali preferisce recitare?

(Qualcuno le suggerisce Vincent Cassel, il marito. E la Bellucci ci scherza su) Mi piace molto recitare con Vincent, così litighiamo meglio! E così ogni tanto ci vediamo!

Quali sono i generi che preferisce?

Amo tutto il cinema, di genere, intimista... Quando ero ragazza, e tornavo da scuola, leggevo i fumetti e mangiavo - cosa che faceva impazzire mia madre - e questo spiega perché i film di genere (come Matrix) mi hanno sempre attratto.
Un attore è come un bambino che gioca; d'altra parte in francese e inglese la parola recitare è resa con play e jouer, quindi giocare.

Ha in programma di recitare in teatro?

Io sono una che ha fatto tutto "lenta": l'attrice, i figli. Farò ancora tante cose, ma senza fretta, imparando piano piano. Arriverà anche quello!

Ha dei sogni ancora da realizzare?
Quello che desidero di più è vedere crescere le mie bambine. E poi sono curiosa di vedere il lavoro di me adulta, vecchietta. Ho il sentimento, non so perché, che saranno ruoli più interessanti, perché andranno oltre la bellezza, che è una maschera, bella sì, ma che ti schiaccia.



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