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28 Luglio 2010 ore 08:22

I motivi della caduta del “sistema”


I motivi della caduta del “sistema”
di Mirko Tomasino

di Mirko Tomasino

La crisi che investì l’Italia nell’ormai lontano ’92 trova le sue radici in profondi ma diversi aspetti di carattere sociale, economico e culturale di carattere nazionale ma non solo. L’Europa che si affaccia agli anni ’90 è un continente pervaso da venti di cambiamento e novità, tra questi l’abbattimento del muro di Berlino (1989) e la caduta dei regimi socialisti sovietici (1991).

Nel primo caso parlerei non solo di una caduta fisica del muro, ma soprattutto dell’abbattimento di ideologie politiche che divisero la Germania per lungo tempo, anticipando di due anni la sopraffazione del modello capitalista americano sul modello sovietico, ormai alla fine dei suoi giorni, mentre, il disfacimento dei regimi socialisti sovietici (Urss) si basa su un processo di lenta ma inesorabile disintegrazione avviata già dal presidente russo Michail Gorbaciov con le trasformazioni sociali ed economiche avviate con la perestrojka (ricostruzione) e la politica di trasparenza della glasnost.

Questi cambiamenti, seppur apparentemente irrilevanti per il sistema politico italiano, ebbero invece ripercussioni notevoli. In primo luogo, la caduta del muro di Berlino e la ravvicinata disgregazione dell’Urss, diede modo al Pci italiano di avviare una radicale trasformazione nello storico congresso di Rimini (1991) in cui il Partito Comunista Italiano, con buona parte dei suoi consociati, diede vita al Pds, il quale si attestava su posizioni socialdemocratiche lontane dalle orbite staliniste che avevano orientato la vita del vecchio Pci, mentre, in quei frangenti avvenivano altri segnali che incoraggiavano il cambiamento.

Nello stesso anno, 1991, il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, apparso fino a quel momento come un semplice garante della costituzione italiana, apparve molto critico nei confronti della magistratura, della loro relativa indipendenza, e nei confronti dei partiti e nello specifico del suo, la Democrazia Cristiana (Dc). I cambiamenti del sistema politico italiano riguarderanno anche la nascita di un movimento antisistema, Lega Nord, capeggiata da Umberto Bossi, il quale inneggia inizialmente alla secessione ( “Roma padrona, Roma ladrona) proclamando un distacco dal meridione italiano e mettendo in dubbio la centralità del potere romano, e, la nascita del movimento La Rete, capeggiata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il quale propugnava sentimenti di trasparenza politica e legalità.

A coronare il quadro politico italiano, prossimo alla disgregazione, contribuì anche l’esito positivo di un significativo referendum proposto dal comitato referendario guidato da Mario Segni (9 e 10 giugno 1991), il quale ridusse le liste di preferenza nella Camera dei deputati da tre a una, danneggiando notevolmente un già precario equilibrio politico.

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