di Mirko Tomasino
di Mirko Tomasino
“L’Italia sta risorgendo”. Con queste parole Oscar Luigi Scalfaro, nono presidente della Repubblica Italiana, esordisce durante il consueto discorso della notte di San Silvestro del 1993. L’Italia secondo il Capo dello Stato, attraversata una fase critica e delicata, ossia quella derivante dal biennio di Tangentopoli, si avvia verso la fase di un nuovo “miracolo italiano che ogni tanto si ripete”.
Il 16 gennaio 1994 scioglie le Camere, dopo appena due anni di legislatura ed indice le nuove elezioni per il 27 - 28 marzo dello stesso anno ma, con la fine della legislatura, si verificano salienti novità nel panorama politico italiano: il 18 Gennaio Mino Martinazzoli, neo segretario Dc, chiude l’esperienza del partito dello scudocrociato e dà vita al Ppi, Partito Popolare Italiano, sorto sulle ceneri della vecchia sigla del partito di Don Sturzo, mentre Clemente Mastella, Pierferdinando Casini, Ombretta Fumagalli Carulli e Francesco D’Onofrio, componenti dell’ala destra della defunta Dc, fondano il Ccd (Centro Cristiano Democratico).
Il 22 dello stesso mese si celebra il primo congresso istitutivo di Alleanza Nazionale, il nuovo partito che segna il trapasso dal Movimento Sociale Italiano (Msi) a un nuovo assetto riformato e democratico mentre, il giorno seguente, 23 gennaio, l’ex sindacalista Fausto Bertinotti viene eletto segretario, al posto di Sergio Garavini, del partito Rifondazione Comunista. Le novità, all’alba della Seconda Repubblica non sono comunque terminate poiché, Roberto Maroni, parlamentare della Lega Nord, stringe un alleanza con gli ex Dc Mario Segni e Rocco Buttiglione, ma tale patto verrà sconfessato dal leader della Lega Nord Umberto Bossi che gli preferirà l’alleanza con il nuovo soggetto politico in questione: Silvio Berlusconi. Il nuovo quadro storico che si affaccia all’alba del 1994 offre l’opportunità al magnate milanese di organizzare in breve tempo le circoscrizioni locali del suo partito, Forza Italia, grazie alla collaborazione dei suoi uomini di fiducia, Marcello Dell’Utri e Gianni Letta e, nonostante l’ufficialità della notizia trapelata nei mesi passati, il 26 gennaio attraverso un filmato televisivo della durata di nove minuti, in cui, oltre ad una presa di distanza della classe dirigente, distrutta non da giudici “golpisti” ma dal peso del debito pubblico e dal finanziamento illecito ai partiti, Berlusconi annuncia il suo ingresso in politica per colmare il vuoto legislativo venutosi a creare in una fase delicata della politica italiana che porterà all’approdo della nuova “Seconda Repubblica”.