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Società & costume

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05 Febbraio 2012 ore 09:09

Nel vivo della Festa. Maina: "Un'emozione sempre rinnovata"


Nel vivo della Festa. Maina: "Un'emozione sempre rinnovata"
«Mi pare che sinora la Festa di Sant'Agata sta andando bene, se rispettiamo soprattutto quello che è l'inizio più bello dei festeggiamenti, cioè la Messa dell'Aurora, da lì prendiamo tutti ispirazione per poi trascorrere bene la Festa nella gioia, anche nel rispetto delle belle tradizioni; ma cercando di fare in modo che trascorsi i giorni di festa, poi in noi resti qualcosa, ed è il lasciarci guidare anche dalla testimonianza e dall'esempio di Sant'Agata; Lei attende anche questo, da noi, che rendiamo sempre più bella questa città, città cha la onore come Patrona, quindi gridare "viva Sant'Agata" deve significare per ciascuno di noi un particolare impegno per rendere Catania sempre più vivibile, sempre più città di tutti noi». Lo ha detto l'arcivescovo mons. Salvatore Gristina, dopo la celebrazione della messa votiva presso le sede della Cassa assistenza mutua autoferrotranvieri di viale Libertà, dove lo attendeva una moltitudine di fedeli e devoti della Santa vergine e martire catanese.

Giornata di grande festeggiamenti ieri, in onore della Santa Patrona. Una "due giorni" che ha preso il via ufficialmente ieri mattina all'alba con la messa dell'Aurora in Cattedrale, per poi proseguire col cosiddetto giro esterno cittadino del fercolo col busto reliquiario di Sant'Agata, accolto dall'abbraccio di decine di migliaia di catanesi, fra ali di folla devota e festante che, come tradizione vuole, indossava il tradizionale "sacco" bianco, fra applausi e l'immancabile grido «Cittadini, siamo tutti devoti tutti?», urlato infinite volte. Così la "vara", fra autentica devozione religiosa e antichi e consolidati rituali folkloristico-culturali, ha percorso via Dusmet, viale Libertà, via Umberto e via Plebiscito, vero "cuore" popolare della città, preceduta e "scortata" lungo le strade cittadine dalle dodici coloratissime candelore delle varie corporazioni.

Grande lo spiegamento delle forze dell'ordine, con la Polizia municipale impegnata nel far rispettare le ordinanze dell'amministrazione, che aveva predisposto un piano per la pubblica incolumità, e il divieto di accendere la cera in processione. Divieto, nella giornata di ieri, complessivamente rispettato da cittadini e devoti, che si sono autodisciplinati attorno al fercolo della "Santuzza".

Sul programma delle celebrazioni 2012, in onore della Patrona, il presidente del Comitato dei Festeggiamenti, commendatore Luigi Maina ha dichiarato: «Rispetto agli anni passati la Festa nei secoli è sempre cambiata. Cambia la cultura, cambiano le persone, cambia il modo di gestire la propria spiritualità e la propria fede. Sono sempre più convinto, che andando avanti negli anni, tante cose si rettificheranno: ma non bisogna annullare il passato, bisogna correggere, e il catanese in queste cose si impegna veramente, e per i problemi legati ai disagi della cera, il Comune si adopera sempre più per cercare di prevenire ciò che può accadere».

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