
di Salvatore Gulino
Se l'Italia non avesse fatto la figura che tutti sappiamo al mondiale in Sud Africa, probabilmente Abete e soci non avrebbero preso la decisione che sta scuotendo la serie A. Con una sorta di "rivoluzione copernicana", la FIGC ha deciso che le società della massima serie potranno contrattualizzare un solo extracomunitario.
La decisione arriva a mercato aperto, quando i direttori sportivi hanno già intavolato trattative e fissato accordi, anche con contratti preliminari già sottoscritti.
Una deroga viene concessa solo alle neopromosse che potranno tesserare 3 extracomunitari.
Si è, quindi, arrivati ad una frattura tra la Lega di serie A e il Consiglio Federale, l’organo che ha preso la decisione tanto discussa, con il presidente della Lega Beretta che mal digerisce la novità.
“Prendiamo atto di questa decisione, la nostra posizione spingeva per restare nella situazione esistente, è un approccio che non condividiamo".
Sulla stessa lunghezza d'onda molti presidenti di club e dirigenti, tra cui l'a.d. Pietro Lo Monaco: " È un atto scorretto che denuncia mancanza di rispetto per le società, alle quali impone di cambiare politica e strategie".
Molte squadre adesso dovranno "cambiare rotta", e cercare giocatori che abbiano il passaporto comunitario.
Il Catania ha già in casa due calciatori extracomunitari, quel Pablo Barrientos che non ha potuto dare ancora, causa il lungo infortunio, il suo contributo, e il giapponese Morimoto, che la società rossazzurra potrebbe mettere sul mercato anche in virtù della decisione della FIGC.
Inoltre, sono stati bloccati i finanziamenti alle società di serie A e B, che verranno erogati solo se mirati alla gestione del vivaio che dovrà essere il vero serbatoio per la prima squadra.








