Cosa vedere a Palermo, itinerario culturale e turistico della città

Chiesa del Duomo di Palermo

La Sicilia non è solo mare cristallino e spiagge bianche, ma anche città d’arte dal sapore suggestivo e dalle mille sfaccettature. Il patrimonio culturale di una location come Palermo merita di essere visitato con cura, dedicando qualche giorno a scoprire i suoi vicoli impregnati di richiami arabo-normanni, per cercare di cogliere tutte le numerose influenze storiche presenti. Si tratta di un posto unico nel suo genere, dove arte araba, bizantina e nord europea si incontrano e si fondono dando vita allo stile arabo-normanno.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono i luoghi assolutamente da non perdere, così da poter pianificare un tour turistico ideale per toccare tutti i punti salienti del capoluogo dell’isola. Vale la pena ricordare che anche la struttura ricettiva dove alloggiare ha un ruolo importante per la riuscita del viaggio. Per l’itinerario proposto di seguito, consigliamo di scegliere una dimora storica situata nel centro storico di Palermo come il B&B Giardino di Ballarò (https://www.ilgiardinodiballaro.it) o l’Hotel Palazzo Natoli (https://www.palazzonatoli.com). Senza dubbio, sono tra le strutture ricettive meglio recensite e offrono un’esperienza di soggiorno davvero unica, sia in termini di struttura, comodità e servizi offerti. In alternativa si può utilizzare Booking.com per confrontare altre strutture ma, per risparmiare, meglio prenotare direttamente dal sito web del b&b o dell’hotel scelto.

La Cattedrale

La Cattedrale è uno dei simboli di Palermo, che come la città stessa ha subito nel corso del tempo sorti differenti che l’hanno portata ad assumere l’aspetto attuale. Nasce come primo esempio di basilica paleocristiana, che tuttavia con il passare dei secoli ha assunto anche l’aspetto di una moschea durante la dominazione degli arabi. Furono i normanni a renderla nuovamente una chiesa come alle origini, modificandone radicalmente la conformazione a secondo di quelle che erano le proprie tendenze artistiche. Se tuttavia siete esperti del settore noterete una serie di influenze neoclassiche, risalenti al 1700, quando il celebre architetto Ferdinando Fuga, da sempre al servizio dei Borboni, pensò di fornire un’impronta di questo genere come era tipico del suo periodo.

Tuttavia è stata mantenuta l’abside maggiore che richiama i secoli precedenti sotto gli arabi normanni, la cupola principale in stile barocco e la porta d’ingresso concepita secondo un’idea prettamente gotica. Una commistione di tendenze che rendono il luogo di culto unico nel suo genere, capace di attrarre ogni giorno turisti provenienti da tutto il mondo per la particolarità della struttura interna ed esterna. A completare il quadro illustri tombe presenti, come quella dove è sepolto Federico II o la patrona della città, Santa Rosalia, celebrata ogni anno con devozione.

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come chiesa della Martorana

Continuiamo ancora una volta con un luogo di culto, essendo la città improntata su una religiosità forte e radicata, la Chiesa della Martorana. L’edificio risale al 1143 e venne realizzato da Giorgio d’Antiochia, un ammiraglio a servizio di Ruggero II, celebre re Normanno. L’artista ideò un perfetto esempio di chiesa bizantina, definita Patrimonio dell’Unesco per la perfezione di alcuni elementi custoditi al suo interno. Tuttavia, come per molte delle strutture palermitane, le influenze tendono a essere numerose e anche in questo caso non mancano richiami alla dominazione araba e alla cultura gotica.

Nel 1433 venne ceduta a Eloisa Martorana, fondatrice di un monastero benedettino di zona, dal re e da qui deriva il nome che ancora la caratterizza. Nonostante sia soggetta alla legislazione della Santa Sede, segue in tutto e per tutto il calendario ortodosso. Se siete tra i molti fortunati che ogni giorno si recano sul posto per una visita non dovete perdere le decorazioni musive, una su tutte il “Cristo pantocratore“, ammirabile direttamente sulla cupola e rappresentato mentre benedice gli angeli inginocchiati sotto i suoi piedi. Si tratta i un’immagine iconica della rappresentazione bizantina, sapientemente realizzata dai migliori artisti dell’epoca.

Le Catacombe dei Cappuccini

Le catacombe dei cappuccini sono da sempre considerate un luogo estremamente affascinante, dove avveniva una sepoltura ma allo stesso tempo esplodevano forme di arte interessanti. Soprattutto era, ed è, possibile cogliere le abitudini di vita dei vari periodi storici. Quelle di Palermo si trovano al di sotto del Convento dei Frati Cappuccini, che sin dalle origini avevano l’abitudine di mummificare i morti e consentire ancora oggi una loro conservazione discreta. Lo scopo era quello di consentire alle persone care di poterli osservare nel tempo come se fossero ancora vivi, mantenendo le loro fattezze inalterate. La struttura sotterranea nasce dalla consuetudine di relegare i defunti sotto l’altare di Sant’Anna nella chiesa di Santa Maria della Pace.

L’affluenza numerosa determinò la necessità di ricavare ulteriore spazio, andando a scavare dei tunnel sotto terra per riuscire a collocare tutti nella maniera migliore. Per questo l’area risulta attualmente decisamente ampia, poiché ha accolto nel corso dei secoli tutta la borghesia e l’aristocrazia palermitana. L’ospite più famoso è Rosalia Lombardo, una bambina di due anni perfettamente conservata che è stata definita con affetto “la mummia più bella del mondo“.

Il Palazzo dei Normanni

In una città che ha subito così tante dominazioni non può certo mancare un palazzo reale, ma in questo caso stiamo parlando della più antica d’Europa, oggi sede dell’Assemblea Regione Siciliana. È possibile visitarlo quasi ogni giorno dell’anno e ad attrarre una grande fetta di turisti è certamente la Cappella Palatina, risalente al 1130 quando venne costruita da Ruggero II e intitolata a San Pietro. La conformazione originaria presenta tre navate principali decorate con mosaici di rara bellezza, caratterizzati dal colore oro.

Il più celebre è ancora una volta una raffigurazione del Cristo Pantocratore, che abbiamo già avuto modo di analizzare a livello di iconografia nella Chiesa della Martorana. La dominazione araba è invece fortemente presente nel soffitto in legno, inciso e decorato secondo il costume dell’epoca. Tutti questi elementi insieme hanno permesso che nel 2015 il sito divenisse Patrimonio dell’Unesco per la sua bellezza e per l’elevato valore storico complessivo.

La galleria del Palazzo Abatellis

Luogo simbolo della politica e della finanza della città per diversi secoli, la Kalsa era il centro pulsante e decisionale e si caratterizza per una serie di illustri palazzi, come quello Abatellis. Oggi è stato tramutato in un museo dove convivono opere medievali e moderne, oltre che numerosi reperti archeologici di rara importanza a livello storico. Perdersi all’interno delle sue stanze significa rivivere sulla propria pelle la controversa storia di Palermo, andando a cogliere le numerose sfaccettature che l’hanno definita nel corso del tempo.

La Fontana Pretoria

Di fronte alla sede del Comune, sorge questo monumento di rara bellezza, che tuttavia è stato ribattezzato Fontana della Vergogna dagli abitanti locali per l’esibizione di nudità presente, a loro parere eccessiva, vista anche la forte componente religiosa della città. Il luogo di collocazione è sempre la Kalsa e la storia dell’opera particolare. Si ritiene che fosse stata infatti creata per arricchire uno degli splendidi giardini di Firenze, quello di Don Luigi da Toledo che la commissionò a un’autorità dell’epoca, Francesco Camillani. Nel corso degli anni di costruzione, terminata nel 1573, la famiglia accumulò tuttavia una serie di debiti e fu costretta a cedere al Senato di Palermo l’opera.

La fontana venne trasportata con enorme difficoltà e subì una serie di danneggiamenti, oltre alla perdita di pezzi che purtroppo vennero lasciati presso la sede di origine. Fu il figlio del progettista a collocare la realizzazione nello spazio in cui ancora oggi si trova, chiedendo l’abbattimento di alcuni palazzi e realizzando però una composizione di grande valore, da apprezzare nel corso del proprio tour culturale tra i principali luoghi di interesse a Palermo. Grazie al restauro avvenuto tra il 1990 e il 2000, è stato possibile ripristinare la circolazione dell’acqua, a lungo sospesa.

Il Duomo di Monreale (h2)

Il Duomo di Monreale, anche noto come Chiesa di Santa Maria Nuova, si trova a soli 5 km dalla città e merita certamente una visita per completare un itinerario fortemente basato sul filone arabo-normanno. A testimoniare le influenze degli invasori i numerosi mosaici che ornano l’interno, di stampo bizantino, il porticato chiaramente in stile gotico e l’altare del 1900. Si tratta di una sovrapposizione evidente, che regala nell’insieme un aspetto decisamente suggestivo al monumento. La pianta a croce latina è stata fortemente voluta da Re Guglielmo II nel XII secolo e, così come era proprio della sua epoca, pretese che fossero presenti tre navate. Leggenda prevede che la costruzione sia stata voluta dalla Madonna, che avrebbe indicato la presenza di un tesoro nascosto posto proprio in questo luogo.