Perché visitare Salemi e cosa vedere

Salemi

In provincia di Trapani, più precisamente nella Valle del Belice, ci sono diversi bellissimi borghi. Non è raro che questi luoghi abbiano ricevuto delle onorificenze, e che siano stati premiati per il loro fascino incontaminato: è il caso di Salemi, il cui centro storico si erge a circa 500 metri sopra il livello del mare.

Perché visitare Salemi? I motivi sono tanti, e vanno dalla tranquillità della zona alle architetture suggestive, fino alla possibilità di degustare cibi tipici circondati dal silenzio. Numerosi turisti hanno definito questa cittadina come un vero museo a cielo aperto, per i vicoli pittoreschi, le antiche scalinate, le chiese, il castello che si staglia sul paesaggio.

Uno dei tratti caratteristici dell’area è la presenza di costruzioni di stili diversi, che riflettono le dominazioni che si sono succedute nel corso del tempo. Le epoche si sovrappongono tra loro, in una commistione unica al mondo. Passo dopo passo si cammina attraverso i secoli, così da conoscere le vicende di uno dei punti più interessanti del territorio trapanese.

Valle del Belice vista da Salemi
Valle del Belice vista da Salemi

Salemi non è famosissima, ma è un piccolo gioiello tutto da scoprire. È ideale sia per le vacanze estive, sia per altri periodi dell’anno – per esempio, a marzo si festeggia San Giuseppe con processioni, mostre e allestimenti vari.

La storia di Salemi

Come avrete capito, di Salemi è degna di nota anche la storia. Le origini del borgo sono molto remote, e risalgono agli Elimi. Questi ultimi fondarono il nucleo di Halyciae, Alicia, come la località si chiamava all’inizio.

Alicia fu conquistata prima dai Romani, poi dai Goti, successivamente dai Bizantini e dagli Arabi (che cambiarono il nome in Saleiman: “sede di delizie”). In seguito fu il turno dei Normanni e degli Svevi, fino alla liberazione per opera di Garibaldi nel 1860.

In questa occasione, Salemi fu dichiarata simbolica capitale d’Italia con l’innalzamento della bandiera tricolore in cima al castello. Già da questo si comprende la sua importanza: non è una coincidenza che tale comune abbia suscitato la curiosità di molti studiosi!

Per concludere, non tutti fanno derivare “Salemi” da “Saleiman”. C’è chi associa il termine a Salam, “pace”, “salvezza”. Le possibili interpretazioni sono differenti.

Il Castello Normanno

Più volte abbiamo citato il castello di Salemi: si tratta del Castello Normanno, voluto nel 1077 da Ruggero il Normanno come strumento di difesa e fortificazione.

Salemi, Castello Normanno
Salemi, Castello Normanno

Uno dei lati positivi della struttura è che essa non è stata modificata nei secoli, perché non ha subito particolari danni. L’unica eccezione è un piccolo intervento del XIII secolo, che però non ha alterato l’aspetto dell’edificio.

Il Castello Normanno include il punto più alto della collina, ossia la terrazza della torre a cilindro. Da qui si gode di un panorama spettacolare, che abbraccia i dintorni tra casette di pietra e natura rigogliosa.

Il complesso è stato anche carcere e biblioteca. Oggi è utilizzato soprattutto per ospitare eventi, ed è considerato l’emblema di Salemi.

Altri monumenti di Salemi

Avete senza dubbio iniziato a capire perché visitare Salemi. Vi forniamo qualche altra ragione: per esempio le magnifiche rovine della Chiesa Madre, che tutti gli appassionati di archeologia adorano.

Ex Chiesa Madre
Ex Chiesa Madre

In realtà, quella a cui ci stiamo riferendo è l’ex Chiesa Madre, distrutta dal sisma del 1968. La nuova Chiesa Madre è integra, consacrata a San Nicola e adornata da colonne di tufo e da una facciata di stampo barocco. All’interno troverete il Museo Civico, con le opere di carattere religioso che sono state salvate dal terremoto.

Un altro museo da vedere è quello del Pane Rituale. Questa è una tradizione fondamentale per gli abitanti di Salemi. In cosa consiste per l’esattezza?

Il pane rituale

Salemi è detta anche Città dei Pani: quelli devozionali sono realizzati con la massima cura, e sono sistemati su altari appositi (le “cene”, decorate con limoni e arance, e con foglie di mirto e di alloro).

Esempi di pane rituale
Esempi di pane rituale

Questa usanza si colloca nell’ambito di cerimonie religiose, come quella in onore di San Giuseppe, di San Biagio e di Sant’Antonio Abate. Le forme di pane assumono sagome specifiche, e ciascuna di esse racconta di un momento della storia di Salemi e della Sicilia in generale.

Sagre e pietanze di Salemi

Oltre al pane rituale, ci sono altri cibi propri della zona di Salemi. Per esempio gli sfinci, delle palline di pasta dolce coperte con una spolverata di zucchero.

Molte vivande si possono assaporare durante le sagre, come quella della busiata – un tipo di pasta fresca che somiglia ai fusilli e ai bucatini, condita con diversi sughi. Proverete anche le famose sarde a beccafico, le olive e le melanzane sott’olio, le cassatelle e altre prelibatezze.

Vi abbiamo spiegato perché visitare Salemi. Ovviamente, una volta arrivati vi consigliamo di spingervi anche verso i paesi limitrofi e la città di Trapani. Un viaggio perfetto per tutta la famiglia, e per le coppie che cercano luoghi tranquilli e scorci romantici!