Bandiere Blu della Sicilia

Bandiere Blu Sicilia

Sei bandiere blu confermate a fronte di una sola persa

La Sicilia è una terra che fa del turismo il proprio fiore all’occhiello e il principale volano per l’intera economia dell’isola. Economia che si regge, per gran parte, sul turismo derivante sia dalle splendide realtà storico/culturali che sulle tante spiagge presenti in Sicilia e nelle isole circostanti.

E in questo senso arrivano notizie incoraggianti in merito alla “salute” del turismo balneare siciliano. Il segnale arriva dal conferimento delle bandiere blu, uno dei criteri utili a stabilire una serie di parametri che rendono una spiaggia appetibile per i turisti. Non è l’unico, per carità. Si sa che la Sicilia può vantare spiagge dall’acqua cristallina e incastonate dentro scenari di natura incontaminata, mentre la bandiera blu comprende tutta una serie di servizi a latere.  A conservare l’importante primato ci hanno pensato le spiagge di Santa Teresa di Riva, Menfi, Marina di Ragusa, Ispica, Tusa e le Eolie. Un riconoscimento di prestigio per chi fa del turismo un’attività redditizia, ed è quindi in grado di offrire un servizio più completo sotto ogni  punto di vista.

Chi non riconferma l’assegnazione della Bandiera Blu è invece Pozzallo, che rimane fuori dal’importante lista di spiagge italiane insignite (70 in più in totale rispetto allo scorso anno).

Bandiera blu: ecco i principali criteri di assegnazione

Per l’assegnazione della Bandiera blu ci sono molti criteri da rispettare. Essi sono raggruppati all’interno di 4 macro aree che soddisfano parametri specifici, e cioè:

  • educazione ambientale e informazione
  • qualità della acque
  • gestione ambientale
  • servizi e sicurezza

Ognuno di questi parametri, a sua volta, ne comprende molti altri da rispettare. Si va dalle informazioni sugli ecosistemi costieri a quelli sulla qualità delle acque per quanto riguarda l’educazione ambientale; la qualità delle acque deve invece essere assicurata dal monitoraggio delle barriere corallifere oltre che dalla conformità alle direttive sulle acque di scarico e le acque reflue, fino ad arrivare alla mancata presenza di discariche urbane in prossimità della spiaggia. La gestione ambientale riguarda tutto ciò che comprende la pulizia delle spiagge e la qualità dei servizi pubblici, ma anche le costruzioni e le attrezzature per la spiaggia. I servizi relativi alla sicurezza, infine, comprendono una serie di aspetti che riguardano l’accessibilità alla spiaggia, il personale per un pronto intervento e le attrezzature per fronteggiare anche eventuali piani di emergenza.

Trend turistico in Sicilia: buono l’afflusso dall’Italia, ancora pochi gli stranieri

Rispetto ad altre zone d’Italia, la Sicilia sembra possa fare ancora molto per proporre il proprio “brand” anche fuori dai confini del Belpaese. Se è vero che c’è un buon afflusso di turisti italiani(provenienti specialmente dal Nord) nell’isola del Mediterraneo ogni anno, è vero anche che la presenza di turisti stranieri è inferiore alla media nazionale. A conferma di questo dato ce n’è un altro in cui la Sicilia può ancora migliorare: quello delle strutture ricettive. Anche qui la media è inferiore a quella italiana, con lo 0,16% di strutture per kilometro quadrato a fronte dello 0,25% del resto d’Italia.

La concentrazione maggiore, un po’ a sorpresa, la troviamo a Ragusa (città in crescita dal punto di vista turistico) e in altre realtà maggiori come Catania e Palermo oppure come la storica Taormina.

Le aree che presentano il trend di crescita maggiore, rispetto ad alcuni parametri presi in considerazione (rapporto domanda/offerta, potenzialità di implementare i servizi e contributi pubblici per politiche atte a migliorare l’attrattiva di un territorio sul piano turistico) sono quella di Ragusa come già detto, ma anche le cittadine di Cefalù, Sciacca e Capo D’Orlando, che in proporzione mostrano segnali di notevole rilancio.